Alfredo Budillon, Marilina Piccirillo e Gianfranco De Feo

All’Hotel Alabardieri la sesta edizione del convegno sulla Quality Assurance organizzato dall’Istituto dei tumori di Napoli. Al centro del confronto l’evoluzione delle sperimentazioni, tra innovazione, nuovi strumenti e coinvolgimento dei pazienti.
Napoli, 24 settembre 2026
Non trattare tutti allo stesso modo. È una delle sfide più concrete della ricerca oncologica contemporanea: individuare, attraverso studi sempre più accurati, quali trattamenti possono essere davvero utili e quali invece rischiano di esporre i pazienti a terapie non necessarie. È anche su questo terreno che si apre oggi a Napoli la sesta edizione del convegno “Quality Assurance nella conduzione degli studi clinici”, in programma fino a domani all’Hotel Alabardieri e promosso dall’Istituto Pascale. La responsabilità scientifica del convegno è di Gianfranco De Feo, direttore della Struttura di Quality Assurance e Monitoraggio Scientifico della Ricerca dell’Irccs partenopeo, e di Marilina Piccirillo, oncologa ricercatrice della Struttura di Sperimentazioni Cliniche, con il supporto del direttore scientifico Alfredo Budillon.
Il tema arriva in una fase in cui l’Europa è chiamata a rafforzare la propria capacità di attrarre e condurre sperimentazioni cliniche, soprattutto nelle fasi più precoci dello sviluppo dei farmaci. In questo scenario, la qualità degli studi diventa un elemento decisivo: non solo per garantire dati scientificamente solidi, ma anche per ridurre tempi, errori e inefficienze e arrivare più rapidamente a risultati utili per i pazienti.
È questo il filo conduttore delle due giornate, che vede riuniti ricercatori e professionisti per discutere di procedure, monitoraggio e affidabilità dei dati, ma anche dei cambiamenti che stanno trasformando la ricerca clinica. Tra questi, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale che, modificando la progettazione e la gestione degli studi, aprono nuove possibilità nell’analisi dei dati. Strumenti che possono rendere la ricerca più efficiente, ma che richiedono anche nuove garanzie sulla qualità, sulla sicurezza e sulla tracciabilità dei processi. Un altro tema centrale è il coinvolgimento dei pazienti. La loro partecipazione non riguarda più soltanto l’arruolamento negli studi, ma può contribuire a definire priorità, bisogni e modalità con cui la ricerca viene progettata e valutata.
La Quality Assurance, dunque, – sottolinea Piccirillo – non come semplice controllo delle procedure, ma come parte del percorso che porta dalla ricerca alla cura: assicurare che uno studio produca dati affidabili significa anche aumentare la possibilità che le decisioni terapeutiche siano fondate su evidenze solide e che ai pazienti vengano proposti trattamenti realmente appropriati. Su questo filone, discuteremo, inoltre dei rischi e delle potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca clinica, tema  di particolare attualità, ma su cui c’è ancora tanto da sapere.