Il Ministero della Salute italiano ha attivato gli uffici di sanità alle frontiere dopo una segnalazione tedesca su quattro casi di malaria tra lavoratori dell’aeroporto di Francoforte. Le infezioni, da Plasmodium falciparum, fanno pensare alla rara “malaria aeroportuale”, ma il rischio per la popolazione in Italia resta basso.
Non risultano limitazioni ai viaggi né casi collegati in Italia. L’avviso serve soprattutto a rafforzare la sorveglianza e la diagnosi rapida in presenza di febbre compatibile, soprattutto tra persone che hanno lavorato nelle aree coinvolte dello scalo tedesco.
Il Ministero della Salute ha attivato gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera dopo la segnalazione tedesca. I casi riguardano lavoratori dello scalo e sono provocati dal Plasmodium falciparum. L’ipotesi è quella rara della “malaria aeroportuale”, trasmessa da zanzare arrivate con voli o merci da aree endemiche. Non esiste un allarme per chi viaggia o vive in Italia
L’allerta è arrivata dalla Germania attraverso il sistema europeo di sorveglianza EWRS. Dopo i casi di malaria registrati tra lavoratori dell’aeroporto internazionale di Francoforte, il Ministero della Salute italiano ha avvisato gli USMAF, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera presenti negli aeroporti e nei porti del nostro Paese.
Il Ministero sta seguendo l’evoluzione della situazione, ma sottolinea un punto decisivo: «Il rischio è basso per la popolazione italiana». Non è stata quindi dichiarata un’emergenza sanitaria né sono state introdotte, al momento, limitazioni ai viaggi.
Quattro casi tra i lavoratori dello scalo
Secondo le informazioni pubblicate dal Robert Koch Institut, l’istituto tedesco responsabile della sorveglianza delle malattie infettive, il focolaio ha interessato quattro dipendenti dell’aeroporto di Francoforte.
Le infezioni sono state attribuite al Plasmodium falciparum, il parassita responsabile della forma più grave di malaria. L’aspetto insolito è che i lavoratori coinvolti non avrebbero soggiornato recentemente in Paesi nei quali la malattia è endemica.
Questa circostanza ha spinto gli specialisti a prendere in considerazione la cosiddetta “malaria aeroportuale”, un evento raro ma già descritto in passato anche nello scalo tedesco. Casi associati all’aeroporto di Francoforte erano stati segnalati nel 2019 e nel 2022. Robert Koch Institut�
Che cos’è la malaria aeroportuale
La malaria non si trasmette normalmente da una persona all’altra attraverso la vicinanza, la tosse, gli oggetti o l’aria condizionata. Il contagio avviene soprattutto con la puntura di una femmina infetta di zanzara del genere Anopheles.
Nella malaria aeroportuale, la zanzara può essere trasportata accidentalmente all’interno di un aereo, nei bagagli, nelle stive o insieme alle merci provenienti da una zona nella quale il parassita circola. Una volta raggiunto lo scalo europeo, l’insetto può sopravvivere per un periodo limitato e pungere una persona che non ha mai viaggiato in un Paese tropicale.
È un meccanismo diverso dalla malaria “autoctona”, nella quale il parassita viene trasmesso stabilmente da popolazioni locali di zanzare. La presenza di alcuni casi aeroportuali non dimostra, dunque, che la malaria stia tornando a circolare in modo continuativo in Germania o nel resto d’Europa.
Esistono inoltre altre modalità molto meno frequenti di trasmissione, come l’impiego di aghi contaminati, le trasfusioni di sangue infetto o il passaggio dalla madre al bambino durante la gravidanza. Il semplice contatto con un malato non comporta invece un rischio.
Perché sono stati allertati gli aeroporti italiani
L’EWRS, acronimo di Early Warning and Response System, permette ai Paesi dell’Unione europea di condividere rapidamente informazioni su eventi sanitari che potrebbero richiedere una risposta coordinata.
L’avviso agli USMAF italiani è pertanto una misura precauzionale. Questi uffici svolgono attività di vigilanza sanitaria alle frontiere, valutano eventuali segnalazioni relative a passeggeri e lavoratori e mantengono il collegamento con le autorità sanitarie nazionali e internazionali.
L’allerta consente anche di aumentare l’attenzione diagnostica davanti a una febbre inspiegabile in una persona che abbia lavorato o soggiornato a lungo in particolari aree dello scalo di Francoforte, anche in assenza di un viaggio recente in Africa, Asia o America Latina.
Non significa che gli aeroporti italiani siano interessati da un focolaio. Non risultano, sulla base del comunicato ministeriale, casi collegati segnalati in Italia.
I sintomi da non sottovalutare
La malaria può manifestarsi inizialmente con sintomi poco specifici:
febbre, spesso elevata;
brividi e sudorazione intensa;
mal di testa;
dolori muscolari;
nausea, vomito o diarrea;
stanchezza marcata e malessere generale.
La forma causata dal Plasmodium falciparum può peggiorare rapidamente e provocare anemia grave, alterazioni della coscienza, convulsioni, insufficienza renale, difficoltà respiratorie e compromissione di più organi.
La diagnosi tempestiva, eseguita attraverso l’esame microscopico del sangue e test specifici per il parassita, è quindi fondamentale. Se riconosciuta e trattata rapidamente, la malaria può essere curata con farmaci antimalarici appropriati.
Chi sviluppa febbre dopo un soggiorno in una zona nella quale la malaria è endemica deve rivolgersi subito al medico, specificando i Paesi visitati. Nel contesto dell’attuale segnalazione, la stessa prudenza è indicata per chi abbia lavorato nelle aree coinvolte dell’aeroporto di Francoforte e presenti sintomi compatibili.
Chi è passato da Francoforte deve preoccuparsi?
Per chi ha semplicemente fatto scalo o è transitato nell’aeroporto non sono indicate iniziative particolari in assenza di sintomi. Il Ministero italiano valuta basso il rischio per la popolazione e non ha raccomandato una profilassi antimalarica per i viaggiatori diretti a Francoforte.
Assumere farmaci preventivi senza una precisa indicazione medica sarebbe ingiustificato. La profilassi viene normalmente valutata per chi si reca in Paesi nei quali esiste una trasmissione stabile della malaria, tenendo conto della destinazione, della durata del viaggio, della stagione e delle condizioni individuali.
La segnalazione rappresenta soprattutto un invito alla sorveglianza sanitaria e alla rapidità della diagnosi. Gli episodi di malaria aeroportuale sono possibili, ma restano eccezionali e generalmente circoscritti alle persone che trascorrono molto tempo nelle zone nelle quali può essere arrivata la zanzara infetta.
Un precedente già noto in Germania
Francoforte è uno dei maggiori snodi aeroportuali europei e riceve ogni giorno voli e merci da numerose aree tropicali. Proprio questa intensa rete di collegamenti può favorire, molto raramente, l’arrivo accidentale di zanzare.
La Germania aveva già documentato due casi di malaria associata allo scalo nel 2019 e tre infezioni tra dipendenti nel 2022. I precedenti aiutano a spiegare perché le autorità tedesche ed europee abbiano attivato rapidamente la sorveglianza.
L’indagine epidemiologica dovrà ora chiarire dove e quando siano avvenute le punture, se i quattro episodi siano effettivamente collegati tra loro e se sia possibile identificare una comune area di esposizione. Potranno essere intensificati anche il controllo degli insetti, la disinfestazione degli ambienti interessati e le verifiche sulle procedure adottate per aeromobili e merci provenienti dalle zone endemiche.
Per l’Italia, al momento, la parola chiave resta prudenza, non allarme: gli uffici di frontiera sono stati informati, il monitoraggio è attivo e il rischio per la popolazione viene considerato basso.
