Risalgono al 2017 i primi studi studio sulla correlazione tra uso di farmaci bloccanti i canali del calcio e rischio di cancro polmonare basato su rilievi epidemiologici e clinici. Considerando l’importanza per la Salute Pubblica della prevenzione del cancro al polmone e le crescenti evidenze di un significativo ruolo biologico della regolazione dei canali del calcio nello sviluppo del cancro al polmone, è stata negli anni condotta una meta-analisi con l’obiettivo di valutare il rischio di cancro polmonare nei pazienti trattati con calcio-antagonisti, rispetto ai non utilizzatori (The Risk for Lung Cancer Incidence with Calcium Channel Blockers: A Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies.Rotshild V, Azoulay L, Zarifeh M, Masarwa R, Hirsh-Raccah B, Perlman A, Muszkat M, Matok I.).
Con questo studio si è rilevato che l’esposizione ai farmaci bloccanti i canali del calcio potrebbe essere associata ad aumentato rischio del cancro al polmone.
Tale ipotesi confermata da vari altri studi che collegavano l’aumento di rischio tumorale (in particolare mammario e vescicale) associato all’uso prolungato dei farmaci calcio-antagonisti ha richiesto un supplemento di indagine.
Successivamente nel 2020 è stata presentata una ricerca al Congresso ESC che invece metteva in dubbio il legame tra i farmaci per la pressione alta ed i tumori.
Nel 2023 un ulteriore studio retrospettivo di coorte, condotto in Repubblica Ceca su 1.401 pazienti con carcinoma del colon-retto, diagnosticato tra il 2003 e il 2016 e seguiti fino a dicembre 2020, ha valutato l’associazione tra l’esposizione ai calcioantagonisti e l’incidenza di una seconda neoplasia primaria (Halámková J, Bohovicová L, et al. The risk of second primary malignancies in colorectal cancer patients using calcium channel blockers. Sci Rep 2023). L’esposizione a questi farmaci si associava in particolare a un’aumentata incidenza di cancro alla vescica, specie nelle donne.
Questi risultati fanno luce su un tema oggetto di dibattito ormai da oltre quarant’anni, da quando diversi studi hanno sollevato dubbi circa il potenziale cancerogeno dei farmaci calcioantagonisti, ipotizzando un’influenza di questi farmaci sulle vie calcio-mediate coinvolte nell’apoptosi e nella cancerogenesi.
La Fondazione Mediterraneo, il cui Responsabile Scientifico è il Professor Corrado Perricone ematologo, già componente del Consiglio Superiore della Sanità, suggerisce ai pazienti che utilizzano i calcio-antagonisti, soprattutto da anni, di effettuare controlli periodici per una prevenzione secondaria rispetto a tale rischio. Un aspetto che comunque va considerato nell’ambito del più ampio bilancio rischi benefici.