Sanità e nuovi bisogni di salute: istituzioni e stakeholder a confronto sul DDL di riorganizzazione del SSN tra nuovi assetti ospedalieri e riordino delle cure sul territorio. Un’iniziativa promossa stamani a Roma presso la Sala convegni S. Maria d’Aquiro del Senato, dal Senatore Ignazio Zullo con l’obiettivo di contribuire al dibattito sulla riforma ascoltando le proposte e le riflessioni di tutti gli attori della Sanità pubblica italiana, di parlamentari e rappresentanti del mondo dell’università e della dirigenza medica sindacale.
L’ultima legge di riforma del Servizio sanitario fu avviata nel 1992 ed è stata più volte oggetto di modifiche e integrazioni ma oggi i bisogni di salute della popolazione sono profondamente cambiati. Fortemente sentita la necessità di rendere il sistema delle cure in Italia più efficiente e rispondente ai nuovi bisogni di una popolazione sempre più anziana e affetta da cronicità in un contesto di straordinarie accelerazioni tecnologiche da rendere sostenibili sul piano economico-finanziario individuando nuove soluzioni organizzative.
Un’iniziativa insomma che mnira a fornire un contributo al ridisegno del Governo della Salute nel nostro Paese, per suggerire idee e riflessioni e così contribuire ai lavori parlamentari.
Sotto la lente ci sono i temi della sostenibilità della riforma nella configurazione proposta con l’ingresso nella rete di ospedali privi di pronto soccorso e di terzo livello da integrare con i nuovi asset del territori (Case e ospedali di Comunità) previsti dal Pnrr. Un tempo per approfondire il ruolo dei medici e delle professioni sanitarie che si vanno riconfigurando.
Temi che saranno riproposti nel corso di tutto il 2026 da Motore Sanità nell’ambito dei grandi eventi in programma come gli stati generali della Sanità dal 18 al 20 febbraio a Cernobbio la Winter School di Bari a aprile, l’oncology school a maggio, la summer School a settembre a Venezia, il focus su Prevenzione è Futuro. Appuntamenti in cui accompagnare, con un dibattito allargato agli addetti ai lavori e operarori della Sanità italiana, i lavori parlamentari sul Ddl di riforma.
“Il disegno di legge va implementato – ha spiegato Ignazio Zullo – e l’obiettivo di questo confronto è capire cosa ne pensano tutte le voci del sistema salute, perché il lavoro importante del parlamento è su questo disegno di legge in cui dobbiamo inserire gli indirizzi che il governo dovrà osservare nella stesura dei decreti legislativi. Siamo in un percorso virtuoso che rappresenta una grande occasione che non possiamo perdere e che dobbiamo affrontare con un approccio collaborativo e propositivo. Tale approccio è fondamentale per riformare e ristrutturare insieme il nostro SSN più aderente alle reali esigenze della popolazione”.
Il Senatore ha spiegato i principali nodi su cui intervenire: l’invecchiamento della popolazione, le malattie cronico-degenerative, quindi preservare l’autosufficienza, potenziare la prevenzione primaria, secondaria e la riabilitazione. Poi fari puntati sul potenziamento della medicina territoriale “per la presa in carico che deve guardare i bisogni sociali e sanitari”. Per quanto riguarda gli ospedali, “devono guardare alle acuzie e devono essere specializzati per le prestazioni di più alta complessità lasciando al territorio la presa in carico per patologie croniche”. Infine, sulla necessità del momento nell’assistenza ospedaliera, Zullo si è appellato alla necessità di differenziare il pagamento degli ospedali per Drg per quanto riguarda gli ospedali iperspecialistici, da quelli per giornate di degenza per gli ospedali distrettuali”.
L’ex ministro della salute Beatrice Lorenzin, attualmente membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio) Senato della Repubblica ha invece espresso perplessità rispetto ai tempi e ai modi utili in cui il DDl disegno di legge delega dovrebbe essere approvato e attuato attraverso i successivi decreti evidenziando i nodi da risolvere: “Manca la medicina del territorio – ha spiegato nel suo intervento – la salute mentale per come è impostata nel Ddl è in contraddizione col nuovo piano presentato alle Regioni, il tema dell’attrattività delle strutture per evitare le fughe dei camici bianchi dalle prime linee non viene considerato e manca soprattutto la realizzazione di un sistema che alleggerisca gli ospedali attribuendo la funzione filtro al territorio”.
Secondo Pierino Di Silverio, Segretario nazionale ANAAO-ASSOMED “la vera e unica riforma utile sia quella di cambiare il modello organizzativo e il modello professionale, partendo dalle reali esigenze di presa in carico del paziente che può avvenire soltanto riallocando nella maniera giusta le risorse. Occorre partire quindi da un modello professionale più flessibile, adeguato alla tecnologia, innovato ed innovativo, non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale ma governarla” ha puntualizzato. Per finire di Silverio indica un modello di organizzazione delle cure che non sia più ospedalocentrico come invece resterebbe in base al disegno do legge delega. Più domiciliarità, ricorso all’ospedale solo per urgenze e terapia di alta specializzazione e la presa in cura al posto delle presa in carico le parole chiave su cui costruire la riforma.
Anche Barbara Mangiacavalli, Presidente Nazionale FNOPI, sostiene l’importanza della discussione attorno a questo disegno di legge per innovare un sistema sanitario nazionale preservando le caratteristiche di universalità ed equità da modernizzare alla luce delle sfide che abbiamo di fronte: denatalità, non autosufficienza, longevità, sviluppo delle professioni e dell’attrattività delle professioni, integrazione col il sociale, modelli organizzativi e assistenziali sfidanti dalle giovani generazioni di professionisti sanitari la Federazione degli infermieri non mancherà di dare il suo contributo.
