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L'Associazione CampaniaSanità
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L'Associazione CampaniaSanità è costituita da un gruppo di professionisti e operatori del settore sanitario.
Obiettivo dichiarato dell'Associazione è promuovere confronti, suscitare approfondimenti, proporre soluzioni utili per il cammino riformatore cha la sanità campana ed italiana dovrebbe compiere.
Il punto di partenza della discussione, il terreno sul quale costruire una nuova cultura sanitaria è il recupero dell’ispirazione originale della professione medica, da rafforzare con mezzi e strumenti di modernità che il tempo presente ci propone. Il medico deve oggi confrontarsi con gli strumenti informatici, tecniche manageriali, budget, finanziamenti a prestazione, equilibrio economico di bilancio. Il fine ultimo, però, deve restare quello del miglioramento continuo del sistema sanitario nel quale la centralità del paziente continui ad essere il cardine fondamentale.
Cercheremo d’essere "medicina capace di curare ma anche medicina in grado di vigilare".
Il sito www.campaniasanita.it è stato concepito, inoltre, per dare la possibilità alle istituzioni, agli ordini professionali, alle associazioni di categoria, scientifiche e di volontariato ed ai sindacati, ma soprattutto ai cittadini ed agli ammalati di pubblicare le notizie che ritengono utili per gli operatori della Sanità della nostra regione, interagendo e scambiando, anche in tempo reale, messaggi, informazioni ed opinioni.
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Il Consiglio Direttivo di Campania Sanità:
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Presidente:
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Dott. Paolo Monorchio
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Vicepresidente:
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Dott. Silvio Settembrini
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Segretario:
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Dott. Maurizio Esposito
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Revisore dei Conti:
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Dott. Andrea Manzi
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Consiglieri:
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Dott. Carlo Bruno
Dott. Pietro Cafasso
Dott. Roberto Conca
Dott. Michele Maglione
Dott. Massimiliano Mollo |
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Per contattare l'Associazione scrivere a redazione@campaniasanità.it.
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Le nostre proposte
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Con il convegno "Sanità in Campania: contenimento della spesa e qualità dell’assistenza" presentiamo l'Associazione "Campania Sanità" costituita da un gruppo di professionisti e operatori del settore sanitario.
Obiettivo dichiarato dell'Associazione è promuovere confronti, suscitare approfondimenti, proporre soluzioni utili per il cammino riformatore che la sanità campana ed italiana dovrebbe compiere.
Il punto di partenza della discussione, il terreno sul quale costruire una nuova cultura sanitaria è il recupero dell’ispirazione originale della professione medica, da rafforzare con mezzi e strumenti di modernità che il tempo presente ci propone. Il medico deve oggi confrontarsi con gli strumenti informatici, tecniche manageriali, budget, finanziamenti a prestazione, equilibrio economico di bilancio. Il fine ultimo, però, deve restare quello del miglioramento continuo del sistema sanitario nel quale la centralità del paziente continui ad essere il cardine fondamentale.
Nel Convegno tratteremo questi temi e cercheremo d’essere "medicina capace di curare ma anche medicina in grado di vigilare".
L’uso di uno strumento tecnologicamente innovativo, quale internet, e le diverse rubriche presenti costituiscono un importante riferimento per quanti, nell’ambito della Sanità campana hanno necessità di essere aggiornati costantemente sugli eventi, le normative, i dati e gli atti della regione.
Il sito www.campaniasanita.it è stato concepito, inoltre, per dare la possibilità alle istituzioni, agli ordini professionali, alle associazioni di categoria, scientifiche e di volontariato ed ai sindacati, ma soprattutto ai cittadini ed agli ammalati di pubblicare le notizie che ritengono utili per gli operatori della Sanità della nostra regione, interagendo e scambiando, anche in tempo reale, messaggi, informazioni ed opinioni.Lo scenario attuale Il convegno nasce dall’esigenza di definire una prospettiva di risanamento e di contenimento della spesa sanitaria nella Regione Campania. Da alcune settimane si assiste ad un evidente disagio nei rapporti tra la Giunta Regionale ed il Governo Centrale in ordine ad una strategia di rientro dal disavanzo di spesa, che in questi ultimi 5 anni ha assunto, in Campania, caratteristiche di tipo esponenziale: difatti il deficit (in milioni di euro) è salito in questi anni:
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In questo contesto la Regione Campania ha ricevuto una contestazione ufficiale dal Governo Nazionale per un debito di esercizio accertato per il solo anno 2004 di 1.502.181 milioni di euro.
La Giunta Regionale su tale debito di esercizio è intervenuta con un piano di rientro per soli 370 milioni di euro, lasciando un disavanzo talmente elevato da determinare la decisione del governo centrale di un aumento automatico dell’ Irap e dell’Irpef che purtroppo certamente inciderà sullo sviluppo economico dei nostri territori. In questi ultimi 5 anni la Regione Campania ha visto aumentare la quota assegnata attraverso il riparto del fondo sanitario nazionale, dai 6 miliardi del 2001 ai 9 miliardi del 2005.
Ciò nonostante il debito di esercizio è costantemente aumentato tanto da portare il sistema della sanità pubblica nella nostra regione ad un punto di collasso. In questi anni infatti la Giunta Regionale nel tentativo di coprire parte del debito ha già fatto la scelta di aumentare l’Irap, la tassa di possesso sugli autoveicoli e l’imposta sui carburanti, ed è stata costretta a costituire una società (la SORESA) attraverso la quale pagare i debiti già maturati nei confronti delle strutture accreditate e di quanti altri abbiano prestato servizi o fornito beni. La Giunta Regionale, nel tentativo di contenere la spesa e la conseguente diminuzione dei disavanzi di esercizio finora accumulati, è intervenuta con una delibera di indirizzo con cui ha dettato ai direttori generali delle ASL e delle aziende ospedaliere l’obiettivo generico di abbattimento per 3 anni (2006, 2007,2008) del 18 della spesa complessiva (6 all’anno) avendo come dato consolidato i bilanci consuntivi dell’esercizio 2004.
Il Governo, inoltre, ha emanato il Dpef 2007 – 2011 con il quale ha definito le strategie di Politica Sanitaria per il prossimo quinquennio: azzerare il deficit delle Regioni entro il 2009, sostenendole con un fondo ad hoc, ridurre la spesa tendenziale rispetto al Pil e introdurre forme di compartecipazione, cioè ticket in tutte le Regioni.
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Le linee che si seguiranno saranno quelle del Nuovo Patto per il sistema sanitario fra Governo e Regioni, anticipate nel programma di Governo sulla sanità illustrato alle Camere dal ministro della Salute Livia Turco: certezza delle risorse destinate al Ssn per il triennio 2007-2009 per garantire alle Regioni una programmazione di medio periodo; autonomia e inderogabile responsabilità delle regioni, che se non ottengono i risultati di efficienza programmati dovranno finanziare le spese eccedenti con risorse proprie, anche attraverso la conferma degli strumenti di automatismo fiscale; rientro dai disavanzi entro il 2009, con un fondo straordinario per sostenere questo percorso.
L'incidenza della spesa sanitaria sul Pil è aumentata dal 5,7% del 2000 al 6,7% del 2005. Un andamento al rialzo a cui hanno contribuito la spesa per dipendenti, gli acquisti di beni e servizi e le prestazioni acquistate direttamente sul mercato, ma anche, più in generale, l'invecchiamento della popolazione e il progresso della medicina. Ma hanno avuto il loro peso, si sottolinea nel Dpef, "seri elementi di criticità: l'inappropriatezza di alcune prestazioni, come l'utilizzo improprio dei ricoveri ospedalieri e dei pronto soccorso dovuto all'organizzazione ancora prevalentemente burocratica della medicina di base e alla carenza di servizi di assistenza domiciliare integrata; le lunghe liste di attesa; l'esorbitante livello di spesa farmaceutica per abitante di alcune Regioni; l'insufficiente qualità dei servizi sanitari in alcune Regioni, che ne spinge i cittadini a rivolgersi alle strutture di altre Regioni per usufruire di cure adeguate". Il tasso di crescita medio della spesa sanitaria è stato valutato al 3,2% nel periodo 2007-2011. Il Dpef non entra nel merito degli interventi per ridurre la spesa, ma anzi sottolinea che è "possibile mantenere e all'occorrenza rafforzare i livelli di assistenza sanitaria e allo stesso tempo ricondurre la dinamica di tale voce di spesa nell'ambito dei vincoli della finanza pubblica".
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Il governo regionale ha adottato una manovra finanziaria, attraverso la “delibera Montemarano”, che invece di affrontare con coraggio la riorganizzazione del sistema sanitario, ha operato con tagli indiscriminati dove invece bisognava intervenire con riforme strutturali e una diversa allocazione delle risorse. Nel contempo si chiedono allo Stato nuove risorse perpetuando gli errori del passato.  Finora la genericità degli obiettivi perseguiti, senza avviare una seria considerazione dei livelli di assistenza, non ha consentito di raggiungere alcun risultato concreto.
Per questi motivi urge “ studiare, programmare e vigilare ” riappropriandoci delle conoscenze tecniche, delle criticità del sistema, delle inefficienze sociali del sistema che ha prodotto solo clientele politiche.
Bisogna, dunque, ricostruire un Servizio Sanitario Regionale fuori dalle logiche personalistiche, più efficiente ed efficace, più a misura d’uomo e dove
"la persona è presa in cura per la sua soggettività e non per la sua malattia."
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